Alito cattivo nel cane: quando sono i denti e quando no

Ti si avvicina per farsi accarezzare, sbadiglia, e tu ti scosti. Poi ti senti in colpa, perché è il tuo cane e non dovresti scostarti.
Prima di comprare l’ennesimo bastoncino verde, un dato che vale la pena avere: la cifra che sentirai citare da tutti — «l’80% dei cani sopra i tre anni ha problemi ai denti» — è un’opinione ripetuta, non il risultato di uno studio. Il che non vuol dire che il problema non esista: vuol dire che va guardato in un modo diverso.
Perché quasi nessuno se ne accorge
La malattia parodontale comincia sotto il bordo della gengiva e sui denti di dietro, cioè dove a bocca aperta, su un cane sveglio, non si vede. Per questo il medico veterinario la valuta davvero solo con un esame completo della bocca, spesso in sedazione.
Il problema non è che sia rara: è che quasi nessuno la trova finché non si guarda sul serio. E la prevenzione si fa poco: in un sondaggio diffuso da Mars Italia nel 2020, il 62,2% dei proprietari italiani si diceva attento alla salute della bocca del cane, ma solo il 34% dichiarava di fare prevenzione abitualmente.
Nel gatto vale lo stesso: i problemi della bocca sono fra i più frequenti, e diventano più comuni con l’età.
Quali cani ci finiscono più spesso
Qui c’è una regola che sorprende sempre: più il cane è piccolo, più rischia. Man mano che il peso adulto cresce, le probabilità scendono.
Fra le razze più esposte, la società italiana di odontoiatria veterinaria SIODOCOV e Mars Italia indicano maltese, volpino di Pomerania, barboncino, yorkshire e shetland: quasi tutti cani piccoli.
Il motivo è meccanico: in una bocca piccola i denti sono della stessa dimensione ma lo spazio no, quindi stanno stretti, si sovrappongono, e nelle fessure la placca si deposita e non se ne va.
Il cibo secco pulisce i denti?
Questa merita una risposta precisa, perché è vera solo in un caso.
La crocchetta normale, da sola, non pulisce i denti: si sbriciola al primo contatto e il dente ci passa attraverso senza attrito.
Aiuta di più la masticazione vera: i masticativi pensati per i denti, scelti della misura e della durezza giuste per quel cane.
Esistono poi crocchette progettate apposta per l’igiene orale: più grandi e con una struttura fibrosa che si lascia penetrare dal dente invece di frantumarsi. In quel millimetro di attrito sta il loro effetto.
Quindi: «il secco pulisce i denti» è falso per le crocchette normali. Vale solo per quelle costruite a questo scopo, e comunque non sostituisce lo spazzolino.
Come scegliere un prodotto per i denti
Snack, crocchette e additivi «per i denti» non sono tutti uguali, e sulla confezione la differenza non si vede. Guarda tre cose: che sia della misura giusta per il tuo cane (troppo piccolo viene inghiottito senza masticare), che il cane lo mastichi davvero per qualche minuto, e che le calorie siano scritte, perché vanno tolte dalla razione.
Spazzolare: funziona solo tutti i giorni
Lo spazzolino funziona se è quotidiano. La placca si riforma su un dente pulito nel giro di un giorno: se lo fai a giorni alterni, stai sempre rincorrendo.
Un masticativo dedicato, dato ogni giorno, aiuta. Ma è un complemento: la cosa che fa la differenza resta lo spazzolino.
Quando l’alito non viene dai denti
L’odore nasce dai composti solforati prodotti dai batteri, e non tutti stanno nelle gengive: il dorso della lingua è una sede di produzione a sé, indipendente dallo stato dei denti.
Poi ci sono le cause che stanno altrove: problemi dei reni, del fegato o della digestione, masse in bocca. E spesso le cose convivono: «è un altro problema» non esclude i denti, e viceversa.
La regola pratica: un alito che cambia all’improvviso in un cane che prima non l’aveva — soprattutto se accompagnato da più sete, più pipì, calo di peso o difficoltà a masticare da un lato — non è un problema di igiene. Si va dal medico veterinario.
La parte che è nostra
La bocca è uno dei posti dove si vede meglio la differenza fra vendere un prodotto e sapere a cosa serve.
La prima cosa che facciamo, e non costa niente: guardiamo la bocca. Due minuti in video chiamata, con il cane in piedi davanti al telefono. Non facciamo diagnosi — non è il nostro mestiere e non lo faremo mai — ma una gengiva che si è ritirata scoprendo la radice, o un dente che si muove, si vedono, e sono le due cose davanti alle quali smettiamo di parlare di prodotti e ti diciamo di prenotare una visita. Vendere un bastoncino a un cane che ha bisogno di una pulizia in anestesia sarebbe la cosa più facile del mondo e la più disonesta.
Se invece siamo in tempo, facciamo tre cose. Ti diciamo quali prodotti per i denti hanno senso per il tuo cane — misura, durezza, quanto li mastica davvero — così scegli sapendo. Contiamo le calorie del masticativo: un bastoncino al giorno per un cane da otto chili può essere un decimo del suo fabbisogno quotidiano, e se non lo togli dalla razione in un anno hai un cane grasso con i denti puliti. È il classico effetto collaterale che nessuno ti dice, ed è esattamente il nostro mestiere.
E ti facciamo partire con lo spazzolino nell’unico modo che funziona: non comprandolo e usandolo da domani, che finisce sempre in un cassetto. Si comincia con un dito e un po’ di dentifricio per cani, venti secondi, sempre dopo la passeggiata, sempre alla stessa ora, e per una settimana non si spazzola niente — si fa solo toccare la bocca. Poi si aggiunge lo spazzolino. In tre settimane diventa una cosa che il cane accetta; fatto di fretta il primo giorno, diventa una cosa che il cane evita per sempre.
Se vuoi, si fa in video chiamata: ci fai vedere le gengive e il sacco, e usciamo con un prodotto, una dose scalata dalla razione e un modo di partire. Non si paga. E se il tuo veterinario ha già visto la bocca, lo coinvolgiamo e ci muoviamo su quello che ha detto lui.
Domande frequenti
I bastoncini funzionano davvero o è marketing?
Aiutano, se il cane li mastica davvero e ogni giorno: riducono, non azzerano, e non sostituiscono lo spazzolino. Ricordati di togliere le loro calorie dalla razione.
Da che età si comincia a spazzolare?
Da cucciolo, quando l’obiettivo non è pulire ma abituare. Un cane che da piccolo ha imparato che qualcuno gli tocca la bocca tutti i giorni si lascerà fare per quindici anni. Uno che scopre lo spazzolino a sei anni, quasi mai.
Il gatto si può spazzolare?
Sì, e serve, perché anche nel gatto i problemi della bocca sono frequenti, soprattutto con l’età. Si parte prima e più piano: dito, un po’ di gusto che gli piace, tre secondi, per giorni, senza mai forzare. Se il gatto scappa, si è andati troppo veloci.
L’osso vero pulisce i denti?
Masticare materiali duri aiuta la bocca, ma è anche una causa frequente di denti fratturati, e un molare rotto costa molto più di una scatola di masticativi. Evita ossa cotte e oggetti più duri del dente: se scegli un masticativo naturale, la scelta del materiale conta più di tutto il resto.
Gli additivi da mettere nell’acqua servono?
Possono dare un piccolo aiuto, non di più. Un’avvertenza però va data: alcuni contengono xilitolo, che nel cane a dosi rilevanti è tossico. Vanno usati solo alla diluizione prevista, mai «un goccio in più».
Il mio cane ha l’alito cattivo ma i denti sembrano bianchi.
I denti bianchi davanti non dicono niente: la malattia parodontale comincia dietro, sui molari, e sotto il bordo gengivale, dove non si vede. Guarda il bordo delle gengive vicino al dente: se è rosso vivo invece che rosa, o se sanguina quando lo sfiori, l’infiammazione c’è.
Fonti
Mars Italia e SIODOCOV (società italiana di odontoiatria veterinaria). Mese dell’igiene orale del cane, comunicato ripreso da MeteoWeb, 9 maggio 2019 — razze di piccola taglia più esposte.
Mars Italia. Il mese dell’igiene orale del cane compie 10 anni, sondaggio diffuso tramite Adnkronos, 19 maggio 2020 — proprietari attenti alla salute orale e prevenzione abituale.