Ogni quanto si lava un cane (e perché «troppo spesso» non esiste)

«Non lavarlo troppo che gli rovini il pelo.» Te l’hanno detto in toelettatura, te l’ha detto tua madre, l’hai letto in un gruppo. Quindi il cane puzza e tu aspetti.
Ecco il fatto che quella frase non regge: i cani con problemi di pelle vengono spesso lavati con shampoo medicati due o tre volte a settimana, per settimane, proprio su indicazione del medico veterinario. Se lavare spesso rovinasse la pelle, si vedrebbe proprio lì.
La risposta onesta alla domanda «ogni quanto»
Non esiste una regola valida per tutti.
Dipende dal tipo di mantello, dalla vita che fa il cane e da com’è la sua pelle. Molti cani sani stanno bene con un bagno ogni qualche settimana o mese.
Tutti i numeri fissi che circolano — ogni trenta giorni, mai più di uno al mese, ogni sei settimane — sono opinione o marketing.
La regola pratica che ha senso: si lava quando è sporco. Un cane che vive in appartamento e passeggia sull’asfalto può stare due mesi. Un cane che va in campagna, si rotola e nuota, va lavato quando serve, anche ogni due settimane, senza sensi di colpa.
Il pH della pelle: cosa conta davvero
La frase che trovi su ogni flacone è: la pelle del cane ha un pH diverso da quella umana, quindi mai shampoo per persone. La conclusione è giusta, ma il motivo non è quello.
Il motivo vero è un altro: conta la formulazione — quanto sgrassa, che tensioattivi usa, quanto è tollerato. Uno shampoo da supermercato per persone è aggressivo per un cane perché è fatto per togliere sebo da un cuoio capelluto che ne produce molto di più.
Quando il bagno non è pulizia, è il trattamento
Questa è la parte che quasi nessuno sa, e cambia il modo di vedere il flacone.
Nelle infezioni superficiali della pelle il lavaggio con uno shampoo medicato, per esempio alla clorexidina, può essere il trattamento principale. Si fa più volte a settimana, con un tempo di posa di dieci-quindici minuti, come indicato dal medico veterinario.
Lo ha mostrato anche uno studio italiano: in 31 cani con piodermite superficiale, shampoo e soluzione alla clorexidina al 4% hanno dato risultati simili all’antibiotico per bocca dato ad altri 20 cani, compresi quelli con batteri resistenti agli antibiotici (Borio e collaboratori, 2015).
Non è una cosa da decidere da soli: è il medico veterinario che stabilisce se serve. Ma è il motivo per cui, quando ti viene prescritto uno shampoo medicato, non è un contorno: è il trattamento, e va fatto con la stessa serietà di una pastiglia.
Il numero più alto non vince
Sugli shampoo medicati la percentuale di principio attivo scritta sulla facciata non dice tutto: contano la formulazione e quanto prodotto resta sul pelo dopo il risciacquo. Il numero più alto non è automaticamente il migliore.
Il pezzo che quasi tutti sbagliano: il tempo
Dieci-quindici minuti di posa. È la cosa che salta per prima in un bagno reale, con il cane bagnato che vuole scappare e l’acqua che scorre.
Un bagno di trenta secondi con lo shampoo giusto vale meno di un bagno di dieci minuti con uno shampoo qualsiasi. Se hai in mano un prodotto medicato e lo risciacqui subito, hai comprato il prodotto e non hai fatto il trattamento.
Il trucco pratico: insaponi, poi metti un timer da dieci minuti e in quei dieci minuti fai altro — accarezzi il cane, gli dai un premietto ogni tanto, gli parli. Il cane impara che quel momento è noioso ma non minaccioso, e la volta dopo è più facile.
Prima del bagno: i nodi
Una regola secca, che vale più di tutto il resto: un cane annodato non si lava. L’acqua stringe i nodi e li trasforma in feltro, e sotto il feltro la pelle resta bagnata per giorni. Prima si sciolgono i nodi — o li toglie il toelettatore con la tosatrice — poi si lava.
E se sotto un nodo grosso trovi pelle rossa, umida o maleodorante, quello non è un problema di toelettatura: è il momento di far guardare la pelle.
Asciugare
Si tampona, non si strofina. Se usi il phon, aria fresca o tiepida e sempre in movimento: tenuto fermo su un punto, un phon ustiona la pelle sotto il pelo prima che il cane abbia modo di lamentarsi, perché il mantello isola e il calore si accumula.
Le pieghe — ascelle, inguine, sotto le orecchie, il muso dei cani con la barba — vanno asciugate a mano, una per una. È lì che l’umidità resta.
La parte che è nostra
Il bagno è uno dei pochi argomenti in cui la nostra competenza è tutta pratica, e si vede subito.
La prima cosa che facciamo è scegliere il prodotto guardando il cane, non l’etichetta. Un mantello doppio da pastore, un pelo lungo da maltese, la pelle sottile di un cane a pelo raso e una cute grassa che puzza dopo tre giorni non chiedono la stessa cosa, e la differenza non è il profumo. Se il medico veterinario ha prescritto uno shampoo medicato, ti aiutiamo a usarlo bene: quantità, tempo di posa, risciacquo.
La seconda è il tempo. Ti diciamo quanto tenerlo su, e ti diciamo di mettere il timer, perché è la parte che salta sempre. Se il tuo veterinario ti ha prescritto bagni medicati, ci assicuriamo che il prodotto che compri sia davvero quello giusto e che tu sappia come si fa — altrimenti fra tre settimane si conclude che «non ha funzionato» quando in realtà non è stato fatto.
La terza è quella che fa risparmiare di più: ti diciamo quando non lavare. Cane annodato, pelle già rossa e dolente, ferite aperte, cane appena vaccinato e stanco: in quei casi il bagno peggiora e basta.
E c’è il collegamento che a noi interessa più di tutti, perché è il nostro mestiere: una pelle che dopo tre giorni dal bagno puzza di nuovo non è un problema di shampoo. Prima la fa guardare il medico veterinario, poi si guarda la ciotola: il sebo si rifà da dentro. Se stai rilavando il cane ogni dieci giorni per l’odore, il flacone è la conseguenza e non la causa, e quello è un discorso di ciotola — te ne abbiamo parlato qui.
Entra in Nutralis Pet e mostralo alla nutrizionista in video chiamata (o portalo da Amici Animali, se sei a Brescia): dieci minuti, guardiamo mantello e pelle e usciamo con il prodotto giusto e il tempo di posa scritto. Non si paga.
Domande frequenti
Posso usare il mio shampoo se ho finito quello del cane?
Una volta, in emergenza, su un cane con la pelle sana, non succede niente di drammatico. Ma non è la scelta buona come abitudine, e il motivo non è il pH: è che gli shampoo per persone sono formulati per sgrassare un cuoio capelluto che produce molto più sebo, e su un cane risultano semplicemente aggressivi.
Da che età si può lavare un cucciolo?
Quando serve, con acqua tiepida e un prodotto delicato, in una stanza calda e asciugandolo bene. Il punto critico non è l’età: è che un cucciolo bagnato si raffredda in fretta. E vale la pena sapere che sotto le dodici settimane la pelle è più acida di quella di un adulto: è un altro motivo per usare prodotti delicati.
Meglio lavare prima o dopo la tosatura?
Prima si sciolgono i nodi, poi si lava, poi si asciuga bene, e solo dopo si taglia. Tosare un cane sporco rovina le lame e lascia un taglio irregolare; lavare un cane annodato peggiora i nodi.
Il cane puzza due giorni dopo il bagno.
Un odore che torna in due-tre giorni non è sporco: è la pelle che produce troppo sebo, oppure un lievito che ci prospera sopra. Continuare a lavare inseguendo l’odore non chiude il problema. Va guardata la pelle, e va guardata la ciotola.
L’acqua dura di Brescia rovina il pelo?
Non ci sono prove che l’acqua dura rovini il pelo del cane. Quello che conta è sciacquare a lungo, perché lo shampoo che resta sul pelo irrita più dell’acqua.
Fonti
Borio S. et al. Efficacia di uno shampoo e di una soluzione a base di clorexidina al 4% rispetto all’antibiotico sistemico nella piodermite superficiale del cane: trial randomizzato. Veterinary Dermatology, 2015.