Il cucciolo è appena arrivato: cosa fare nella prima settimana

È arrivato ieri. Ha pianto tutta la notte, stamattina ha fatto la pipì in corridoio, e da un’ora dorme sulla tua scarpa. Al terzo giorno fa la cacca molle e tu cominci a pensare che le crocchette non gli facciano bene.
Quasi sempre non è il cibo. Le feci molli della prima settimana sono la somma di tre cose fatte insieme: ha cambiato casa, ha cambiato cibo, e in tre giorni sei persone diverse gli hanno dato un pezzetto di qualcosa. Di queste tre, l’unica che puoi togliere dal tavolo il primo giorno è la seconda.
I primi tre giorni: non cambiare niente
Chiedi a chi te lo dà che cosa mangiava e quanto, e per almeno una settimana continua con quello. Anche se pensi che sia un alimento mediocre. Anche se hai già comprato il sacco nuovo.
Il motivo è pratico: se cambi tutto insieme e il cucciolo ha la diarrea, non saprai mai se era il trasloco, il cibo o il pezzo di prosciutto di tuo cognato. Se invece il cibo resta uguale, hai eliminato una variabile e in due giorni sai dove guardare.
Il cambio si fa dopo, con calma, quando il cucciolo si è ambientato: si mescolano i due alimenti aumentando piano la quota del nuovo, e ci vogliono circa tre settimane: la prima 70% del vecchio e 30% del nuovo, la seconda metà e metà, la terza 30% del vecchio e 70% del nuovo. Come si fa senza combinare guai lo abbiamo scritto qui.
Le carte, e cosa dice la legge
Questa è la parte che quasi nessuno controlla nelle prime quarantotto ore, ed è quella in cui hai più potere.
Il documento che conta si chiama certificato di iscrizione in anagrafe, e per l’accordo nazionale del 2013 deve accompagnare l’animale in ogni passaggio di proprietà. Non è un optional e non è «te lo mando poi».
In Lombardia le regole sono più strette che altrove, e vale la pena conoscerle:
| Cosa | Quando |
|---|---|
| Microchip e iscrizione in anagrafe | entro 30 giorni dalla nascita, e comunque prima della cessione |
| Iscrizione di un cane che arriva a te | entro 15 giorni dall’inizio del possesso |
| Denuncia del passaggio di proprietà | entro 15 giorni, e riguarda sia chi cede sia chi riceve |
| Età minima per cedere un cucciolo | 60 giorni. Sotto: sanzione da 500 a 3.000 euro |
Quindi: se il cucciolo ti arriva senza microchip, non è «una formalità da fare». È un adempimento che spettava a chi te lo ha dato, prima di dartelo.
E c’è una cosa che quasi nessun acquirente sa. Dal 2022, per gli acquisti fatti da un venditore professionale, se una patologia si manifesta entro un anno dalla consegna si presume che ci fosse già al momento della vendita, e tocca al venditore dimostrare il contrario. La garanzia dura due anni e hai ventisei mesi per far valere il diritto. Non c’è più nessun termine di otto giorni o di due mesi per «denunciare il vizio»: è una cosa che si legge ancora ovunque, e non è più vera.
Concretamente: conserva la fattura o la ricevuta, fai fare la prima visita entro pochi giorni e fatti mettere per iscritto quello che si vede. Se fra otto mesi salta fuori qualcosa, quel foglio vale.
Quanto deve mangiare, davvero
Un cucciolo non è un cane piccolo: è un cantiere. Le razioni indicate sul sacco per la crescita sono spesso generose, e nei primi mesi il rischio non è che mangi poco, è il contrario.
Due regole che valgono più di qualsiasi tabella. La prima: si divide in tre o quattro pasti fino a circa sei mesi, non due. La seconda: si pesa. Non a occhio, non «una tazza»: con una bilancia da cucina, che costa dieci euro e ti serve per dieci anni.
La razione va poi rifatta ogni due-tre settimane, perché il fabbisogno di un cucciolo cambia mentre cresce. È la parte che quasi tutti dimenticano: si pesa la dose il primo giorno e poi si continua con quella per sei mesi, mentre il cane raddoppia. Come si calcola davvero, con il peso e le calorie di quella specifica crocchetta, lo abbiamo spiegato qui.
La notte
Piangerà. Ha appena perso la madre, i fratelli, gli odori e i rumori che conosceva, tutto in un pomeriggio.
La cosa che funziona meglio è la più semplice: fallo dormire dove ti può sentire, i primi giorni. Una cuccia accanto al letto, o un trasportino aperto in camera. Non è viziarlo: è ridurre da cinque a quattro le cose che ha perso in un giorno. Dopo qualche notte lo si sposta piano dove dovrà stare.
L’altra: ultima pipì tardi, prima pipì presto. Un cucciolo di due mesi non tiene la vescica per otto ore, e nessun metodo lo cambia. Se ti alzi una volta a notte per due settimane, i pasticci in casa si dimezzano e l’apprendimento va molto più veloce.
Le settimane che non tornano
C’è una finestra, nei primi mesi, in cui il cucciolo decide che cosa è normale. Tutto quello che incontra in quel periodo — e che incontra senza spaventarsi — diventa un pezzo di mondo che non lo preoccuperà mai più. Tutto quello che non incontra, dopo, sarà una novità da gestire.
Questo non vuol dire portarlo dappertutto prima che il veterinario dica che si può. Vuol dire che quasi tutto si può fare a casa: l’aspirapolvere, il campanello, il phon, il pavimento scivoloso, l’ombrello che si apre, il bambino che urla, uomini con il cappello, la macchina, il trasportino, il tosaerba del vicino. Uno al giorno, con calma, associato a qualcosa di buono, e mai forzando.
E la cosa più utile in assoluto: toccarlo. Zampe, orecchie, bocca, unghie, coda. Venti secondi al giorno. Il cucciolo che si lascia guardare in bocca a due mesi è il cane che a otto anni si lascia fare tutto senza sedazione.
La parte che è nostra
La prima settimana è il momento in cui siamo più utili di qualsiasi altro, e in cui quasi nessuno ci chiama — perché sembra tutto ovvio finché non lo è.
Quello che facciamo, concretamente. Ricostruiamo cosa mangiava prima e costruiamo il passaggio a quello che mangerà, con le dosi e le date scritte, invece di lasciarti gestire un cambio a occhio nella settimana in cui hai già dormito poco. Facciamo il conto della razione sul peso di adesso e sulla taglia che avrà da adulto, e ti diciamo quando rifarlo — con un promemoria ogni due settimane, perché è la cosa che salta sempre.
Poi facciamo la cosa che vale di più e che sembra la più banale: la lista di quello che può mangiare e di quello che no. Perché nella prima settimana la casa è piena di gente che vuole conoscere il cucciolo, e ognuna di quelle persone gli darà qualcosa. Un foglio sul frigo con scritto cosa è permesso vale più di dieci raccomandazioni a voce, e ti risparmia le tre notti di diarrea che partono sempre da lì.
E la parte che ci fa vendere meno: ti diciamo cosa non comprare. Un cucciolo di due mesi non ha bisogno di quindici giochi, di due cucce, di un cappottino e di quattro tipi di premietti. Ha bisogno di poche cose fatte bene, e i soldi che risparmi lì servono per la cosa che conta davvero, cioè il cibo dei primi dodici mesi — che è il periodo in cui la qualità di quello che mangia lascia il segno più lungo.
Si fa in video chiamata (se sei a Brescia anche in negozio, da Amici Animali), dura dieci minuti, non si paga e non serve prenotare. E se il tuo veterinario ha già visto il cucciolo e ha dato indicazioni, lo coinvolgiamo: gli mandiamo per iscritto quello che abbiamo impostato e ci muoviamo su quello che dice lui.
Domande frequenti
Ha la diarrea dal secondo giorno. Devo cambiare crocchette?
Quasi mai è la risposta giusta, e spesso peggiora: un secondo cambio in cinque giorni aggiunge stress a stress. Prima si tolgono le altre variabili — stop a premietti e avanzi da parte di tutti, razione pesata, tre pasti. Se però ci sono sangue, vomito, il cucciolo è abbattuto o non beve, non si aspetta: si va dal medico veterinario, perché in un cucciolo di due mesi la disidratazione va veloce.
Quando posso portarlo fuori?
Lo decide il veterinario in base al piano vaccinale, e va rispettato. Ma «non a terra in luoghi frequentati da altri cani» non vuol dire «chiuso in casa»: in braccio, in macchina, in un cortile privato, dai parenti, un cucciolo può vedere moltissimo mondo senza rischi.
Piange in trasportino: lo tolgo?
No, ma lo si cambia di significato. Il trasportino con lo sportello aperto, in salotto, con dentro una coperta e ogni tanto un premietto buttato dentro senza dire niente, diventa la sua tana in pochi giorni. Il trasportino che si apre solo per andare dal veterinario resta per sempre una brutta notizia.
Posso dargli un po’ di quello che mangiamo noi?
Nella prima settimana, no e basta — per il motivo detto sopra: ogni cosa in più è una variabile che ti impedisce di capire. Dopo, alcune cose si possono, altre no e alcune sono pericolose. Se ti serve la lista fatta sul tuo cane, è una delle cose che facciamo in due minuti.
Il venditore mi manda il microchip «fra qualche giorno».
In Lombardia il cane va identificato e iscritto prima della cessione, e la denuncia del passaggio va fatta entro quindici giorni da entrambe le parti. Se ti arriva senza, non stai facendo un favore a nessuno ad aspettare: chiedi il certificato di iscrizione in anagrafe, che è il documento che deve viaggiare con il cane.
Fonti
Conferenza Unificata Stato-Regioni. Accordo in materia di identificazione e registrazione degli animali da affezione, 24 gennaio 2013, Repertorio atti n. 5/CU (Gazzetta Ufficiale n. 63 del 15 marzo 2013).
Regione Lombardia. Legge regionale 30 dicembre 2009, n. 33, articoli 105, 109 e 122.
Regione Lombardia. Regolamento regionale 13 aprile 2017, n. 2.
Decreto legislativo 4 novembre 2021, n. 170, di attuazione della direttiva UE 2019/771, che modifica il Codice del Consumo (articoli 133 e 135-bis).
Corte di Cassazione, sezione II civile, sentenza 25 settembre 2018 n. 22728, sull’applicabilità del Codice del Consumo alla compravendita di animali da compagnia.