Il gatto vomita i boli di pelo: quante volte è troppo

Lo senti la mattina presto: quel rumore che conosci, tre o quattro conati, e poi il ciuffo di pelo sul tappeto. Lo pulisci e non ci pensi più, perché è un gatto e i gatti fanno così.
Poi qualcuno fa il conto, e viene fuori una cosa scomoda: «una volta ogni una o due settimane» sono due-quattro volte al mese. Un vomito che si ripete così, mese dopo mese, non è più un fatto normale: è un segnale da portare al medico veterinario.
Il conto che nessuno fa
Il problema non è il singolo bolo. È che nessuno tiene il conto, e quindi nessuno si accorge di quando la frequenza è cambiata.
Prova a rispondere adesso, senza pensarci troppo: quante volte ha vomitato il tuo gatto nell’ultimo mese? Quasi nessuno lo sa. E siccome ogni episodio viene archiviato come normale, un gatto può passare da uno al mese a uno a settimana nel giro di un anno senza che se ne accorga nessuno.
È l’unica cosa di questo articolo che ti chiediamo di fare stasera: un segno sul calendario del telefono ogni volta. Fra un mese hai un numero, e con quel numero si ragiona.
Perché non va sottovalutato
Un gatto che vomita spesso, per mesi, magari con qualche episodio di diarrea o un leggero calo di peso, può avere un’infiammazione cronica dell’intestino o altri problemi che il medico veterinario sa riconoscere. Più si aspetta, più è difficile.
Il messaggio da portare a casa è uno: il vomito frequente non va considerato normale, qualunque spiegazione ci si dia.
La spiegazione comune fornita dai proprietari, nel novantanove per cento dei casi, è: sono solo boli di pelo.
Il gatto a pelo corto è il caso da guardare
Se c’è un segnale singolo che vale la pena tenere a mente è questo: in un gatto a pelo corto, i boli frequenti sono più spesso l’indizio di qualcos’altro che una conseguenza del pelo.
La logica è semplice. Un persiano che ingoia il triplo del pelo ha un motivo meccanico per formare boli. Un europeo a pelo raso che ne vomita due al mese, no: o si sta leccando molto più del normale — e allora la domanda è perché — oppure il pelo che ingoia da sempre adesso non passa più come prima, e quello è un problema di motilità intestinale.
In entrambi i casi il bolo è il sintomo, non la causa. Ed è il motivo per cui trattare il bolo può voler dire perdere sei mesi.
Il malto funziona?
Non lo sa nessuno.
Non ci sono prove solide sull’efficacia delle paste al malto o dei lassativi a base di vaselina nel gatto.
Non vuol dire che non funzioni. Vuol dire che dopo decenni di uso quotidiano in milioni di case, nessuno ha misurato. Se lo dai e ti trovi bene, non c’è motivo di smettere. Se lo dai da mesi e la frequenza non è cambiata, quello è un dato: e il dato dice di cambiare strada, non di aumentare la dose.
E le crocchette «hairball»?
Qui la risposta è: dipende dalla fibra.
«Con fibra» sull’etichetta non vuol dire niente: conta quale fibra e quanta, e la differenza è invisibile a chi legge la confezione. Due sacchi che sulla facciata dicono la stessa cosa possono comportarsi in modo molto diverso.
Spazzolare serve?
Spazzolare toglie dal gatto pelo morto che altrimenti finirebbe nel suo stomaco. Costa zero, e in più è il momento in cui ti accorgi di un nodo, di una crosta o di un dimagrimento. Vale la pena farlo. Solo, non aspettarti che da solo risolva un gatto che vomita quattro volte al mese.
Quando si va di corsa
Ci sono tre segni davanti ai quali non si aspetta domani: conati ripetuti che non producono niente, rifiuto del cibo per più di ventiquattro ore, e un gatto che si nasconde e non reagisce.
Un’ostruzione dell’intestino, quando c’è, raramente si risolve da sola. È il tipo di cosa in cui aspettare il fine settimana cambia il finale.
La parte che è nostra
Su questo argomento la cosa più utile che facciamo è la meno commerciale che ci sia: ti aiutiamo a contare, e se il numero è alto ti diciamo di non comprare niente.
Funziona così. Ti diamo un modo semplice di segnare gli episodi — una nota sul telefono, data e ora, trenta secondi — e ci rivediamo dopo un mese. Se il conto sta a un episodio al mese o meno, il gatto è a pelo lungo e non cala di peso, siamo nel territorio in cui la gestione ha senso, e lì entriamo noi. Se il conto è sopra, o se il gatto è a pelo corto, o se in quel mese è calato di peso, la cosa giusta è far guardare il gatto, e lo diciamo prima che tu spenda in malto e crocchette dedicate.
Quando invece ha senso lavorare sul cibo, la parte che facciamo è quella che non puoi fare in scaffale: andiamo a vedere che fibra c’è dentro davvero. Non «fibra»: quale, e quanta. Se ha senso provarla, la proviamo per un tempo definito, con il conteggio davanti, e con una data in cui decidiamo se ha funzionato.
Poi c’è la cosa di cui non parla nessuno e che nel gatto conta moltissimo: quanto beve. Un gatto che vive di solo secco assume molta meno acqua di un gatto che mangia umido, e il transito intestinale non è indifferente a quanto passa. Se il tuo gatto vomita boli e mangia solo crocchette, quello è un punto su cui si lavora, e ne abbiamo parlato per esteso qui.
Si fa in video chiamata in dieci minuti: ci dici quante volte, da quando, e come mangia. Non si paga e non serve prenotare. E se il tuo veterinario sta già seguendo la cosa, lo coinvolgiamo e lavoriamo sulle sue indicazioni.
Domande frequenti
Quante volte al mese è davvero normale?
Non esiste un numero valido per tutti. Come regola pratica: in un gatto a pelo lungo che sta bene e non cala di peso, un bolo ogni tanto si può gestire. Se diventano più frequenti, o se il gatto è a pelo corto, si guarda.
Il mio gatto vomita cibo non digerito, non pelo.
È un’altra cosa e va contata a parte. Il cibo intero rigettato pochi minuti dopo il pasto racconta spesso di un gatto che mangia troppo in fretta o di porzioni troppo grandi in un colpo solo — ed è un problema che si risolve con la gestione della razione. Se però succede spesso, entra nel conteggio degli episodi come tutti gli altri.
Il malto fa male se lo do tutti i giorni?
Il parere dei veterinari non è unanime. Quello che possiamo dirti con certezza è che è un prodotto grasso e calorico: se lo dai tutti i giorni va contato nella razione, altrimenti in un anno diventano chili.
Il gatto a pelo lungo per forza vomita di più?
Ha più materiale da ingoiare, quindi ha un motivo in più. Ma non è un lasciapassare: un persiano che vomita quattro volte al mese va guardato esattamente come un europeo, perché il pelo lungo spiega un bolo ogni tanto, non una frequenza alta e costante.
L’erba gatta aiuta a mandarli fuori?
È l’idea comune, ma spesso succede il contrario: è l’erba a far vomitare il gatto, più che aiutarlo a espellere il pelo.