Il cane anziano non mangia: prima guarda la bocca

Ha tredici anni, si avvicina alla ciotola, annusa, e se ne va. Gli esami del sangue sono perfetti. Hai già provato tre crocchette diverse.
Prima di comprare la quarta: nel cane anziano il problema quasi mai è nel sacco. È in bocca.
Le tre piste, in ordine di frequenza
Non sono conclusioni da tirare a casa: servono ad arrivare dal veterinario con le informazioni giuste.
| Cosa può essere | Come lo riconosci |
|---|---|
| Male in bocca | Si avvicina e si ferma. Mastica da un lato, lascia cadere il cibo, alito forte. Improvvisamente preferisce l’umido al secco. È la causa più frequente e la più trascurata |
| Olfatto ridotto | Annusa e se ne va. Mangia se il cibo è scaldato o se ci metti sopra qualcosa di profumato. L’appetito del cane passa dal naso, e il naso invecchia |
| Una condizione in corso | Rene, fegato, cuore, dolore articolare, problemi ormonali: il calo dell’appetito è fra i primi segnali di molte cose, e da solo non dice quale |
C’è anche una quarta possibilità, meno drammatica: il fabbisogno è calato davvero. Un cane che a dodici anni cammina la metà di quanto camminava a sei ha bisogno di meno energia, e mangiare un po’ meno è una risposta corretta.
Si distingue dalle altre in un modo solo: il peso. Se il peso è stabile, mangiare meno non è un problema. Se scende, lo è.
Il pelo nasconde tutto
Nel cane anziano il dimagrimento resta invisibile per mesi, e chi lo vede tutti i giorni è la persona meno adatta ad accorgersene. Il numero, invece, non mente.
Dopo i sette-otto anni conviene prendere l’abitudine di una pesata al mese, sempre lo stesso giorno, segnata da qualche parte. Un calo del cinque per cento in un mese, o del dieci in sei mesi, senza che nessuno abbia cambiato la razione, è un motivo per una visita — anche se il cane sembra star bene. Su un cane di venti chili sono un chilo e mezzo: a occhio non si vedono.
Se non hai una bilancia adatta per un cane grande, pesati con lui in braccio e poi da solo: la differenza è il suo peso. Ti scriviamo il numero e la data, così il mese dopo hai un confronto invece di un’impressione.
La storia delle proteine, che va raddrizzata
Per anni si è raccomandato di ridurre le proteine ai cani anziani “per non affaticare i reni”. Su un cane anziano sano quell’indicazione non ha basi, e seguirla fa danni concreti.
Con l’età il cane tende a perdere massa muscolare, e le proteine servono proprio a costruirla e mantenerla. Per questo nel cane anziano sano le proteine non vanno ridotte di principio, mentre molti alimenti «senior» ne hanno di meno. E la perdita di muscolo nel cane anziano non è una questione estetica: pesa sulla sua salute.
Quindi, in un cane anziano sano: meno calorie sì, se si muove meno. Meno proteine no. Sono due cose diverse che gli alimenti “senior” spesso confondono.
Diverso è il caso di un cane con una malattia renale accertata, dove la dieta fa parte di un piano che decide il medico veterinario sulla base degli esami. Applicare al primo caso le regole del secondo è l’errore che si fa più spesso.
«Alimento senior»: serve davvero?
Non è una categoria definita da una norma, e il contenuto cambia molto da un produttore all’altro. Il punto è semplice: non c’è una vera ragione per dare un alimento senior a un cane che invecchia, a meno che non ci siano problemi specifici — perdita di massa magra, artrosi, sovrappeso — e ciascuno di quei problemi richiede un approccio diverso.
Tradotto: il compleanno non è un motivo per cambiare cibo. Il motivo è un problema che si è presentato, ed è quello a guidare la scelta.
Cosa provare, dopo che la bocca è stata guardata
Intiepidisci il cibo, appena: il calore libera gli odori, e in un cane con l’olfatto attenuato quella è metà dell’appetito. È la cosa che funziona più spesso e costa zero.
Passa all’umido, o aggiungilo. Più profumato, più morbido, più facile da masticare — e porta anche più acqua.
Ammorbidisci il secco con acqua tiepida, qualche minuto. Non è una sconfitta: è masticare di meno con lo stesso alimento.
Alza la ciotola. Un cane con artrosi cervicale o alle spalle mangia poco perché abbassarsi gli fa male, non perché non abbia fame. Una ciotola rialzata risolve una parte di questi casi in un giorno, e va scelta all’altezza giusta: misura da terra l’altezza del suo gomito e scegli una ciotola che arrivi lì o poco sotto, perché a occhio si sbaglia quasi sempre.
Più pasti piccoli, tre o quattro invece di due, con la stessa quantità totale.
Fallo mangiare in pace. Con altri animali in casa, il cane anziano spesso rinuncia invece di competere. Separarlo al momento del pasto è banale e funziona.
Mentre ci sei, guarda anche il resto
Un cane anziano che mangia poco spesso ha altre due cose che nessuno collega. Le unghie, che consumandosi meno diventano lunghe e cambiano l’appoggio, aumentando il dolore articolare — e un cane che sta male in piedi mangia meno volentieri. E il pelo, che nell’anziano si infeltrisce più facilmente, soprattutto dove non arriva più a leccarsi: un nodo tirato sulla pelle fa male tutto il giorno.
Sono cose che si sistemano in mezz’ora e che cambiano l’umore di un cane più di un cambio di crocchetta. Se vuoi, le guardiamo insieme in video chiamata.
Quando non aspettare
Il cane non mangia nulla da 24 ore, oppure mangia poco ma perde peso visibilmente, oppure beve molto più del solito, vomita, ha diarrea, è apatico, respira male, o ha la pancia gonfia. E un cane anziano che smette all’improvviso, da un giorno all’altro, va visto: è un cambiamento, e i cambiamenti improvvisi hanno una causa.
La parte che è nostra
La bocca la guarda il medico veterinario, e senza quella visita tutto il resto è tempo perso. Ma dopo, quando la causa è sistemata, resta un lavoro che è nostro: rifare la razione per un cane che mangia meno e ha bisogno di più proteine.
È un equilibrio più delicato di quanto sembri. Vanno tolte calorie perché si muove meno, ma non proteine, e in un animale che mangia poco significa scegliere un alimento più concentrato invece che più abbondante. Vanno trovate consistenze che accetti, e vanno spostati i pasti su più momenti senza aumentare il totale.
Quello lo costruiamo noi, e lo mandiamo al veterinario che lo segue prima di darlo a te: basta che tu lo colleghi. Nel frattempo pesalo una volta al mese, sempre lo stesso giorno, e dai un’occhiata anche alle unghie e ai nodi, che in un cane anziano pesano sull’umore più di quanto immagini.
Domande frequenti
Mangia meno ma non dimagrisce: è un problema?
Probabilmente no. Se il peso è stabile e il cane è vivace, mangiare meno riflette un fabbisogno più basso, che con l’età è normale. Il segnale da sorvegliare è il peso, non la quantità nella ciotola.
Devo ridurre le proteine al mio cane anziano?
In un cane anziano sano no, semmai il contrario. La riduzione delle proteine riguarda situazioni specifiche, decise dal medico veterinario sulla base di esami, non l’età in sé.
A che età si passa a un alimento senior?
Non c’è un’età valida per tutti, e in molti casi non serve passarci affatto. Il cambio ha senso quando compare un problema — sovrappeso, perdita di muscolo, artrosi — e l’alimento si sceglie in base a quello, non all’anno di nascita.
Posso dare del pollo lesso per farlo mangiare?
Come stimolo occasionale sopra la razione, sì. Come alimentazione no: pollo e riso da soli sono squilibrati, e in un cane anziano una dieta incompleta fa danni più in fretta. Se accetta solo il fatto in casa, conviene costruire una razione completa con qualcuno che la calcoli, invece di improvvisarla.
Come faccio a capire se ha male ai denti?
I segnali sono: mastica da un lato, lascia cadere il cibo, si avvicina e si ritrae, sbava più del solito, alito forte, preferisce improvvisamente il morbido. Ma molti cani con la bocca messa male non danno nessun segnale evidente: è per questo che la bocca la deve guardare il medico veterinario, non tu.
Fonti
Nutritional Requirements of Small Animals. MSD/Merck Veterinary Manual.
FEDIAF — Nutritional Guidelines for Complete and Complementary Pet Food for Cats and Dogs.