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Il cane si gratta (prurito): quando è l’alimentazione

Aggiornato il 20 Ottobre 2026

Cane che si gratta dietro l'orecchio con la zampa posteriore, seduto sul tappeto di casa
Immagine illustrativa generata con AI

Si gratta di notte e ti sveglia. Hai già cambiato crocchette una volta, forse due, e per qualche giorno sembrava andare meglio — poi ha ricominciato da capo.

Ecco la cosa che quasi nessuno ti dice, e che ti fa risparmiare mesi: quasi nove volte su dieci non è il cibo.

Più spesso non è il cibo

In Italia uno studio dell’Università di Milano su 130 cani con problemi di pelle ha trovato una reazione al cibo nel 12% dei casi, e nel 26% fra i cani con una malattia allergica (Proverbio e collaboratori, 2010). Vuol dire che, fra i cani che si grattano, quelli in cui il prurito dipende davvero dalla ciotola sono una minoranza.

Il che spiega perché cambiare sacco come prima mossa funziona così di rado. Non è che hai scelto la crocchetta sbagliata: è che nella maggior parte dei casi il problema non è nella ciotola, e finché non lo cerchi dove sta, continuerai a cambiare.

Allora cos’è?

Queste sono le piste vere, in ordine di frequenza. Non sono cose da decidere a casa — servono a farti arrivare dal veterinario con le informazioni giuste invece che con la domanda “secondo lei sono le crocchette?”.

Cosa può essere Come lo riconosci
Pulci Si gratta su groppa, base della coda e cosce. Non devi vederle: in un cane allergico ne bastano due o tre, e se le toglie leccandosi
Allergia all’ambiente Zampe, orecchie, muso, ascelle. All’inizio va e viene con le stagioni, poi non passa più. È la causa allergica più comune di tutte
Un’infezione della pelle Odore forte, pelle rossa e untuosa, orecchie con cerume scuro
Rogna Prurito violento e improvviso, bordi delle orecchie e gomiti. Spesso si gratta anche qualcun altro in casa, cani o persone
Pelle secca Forfora e basta, senza lesioni. D’inverno, o dopo bagni con prodotti non adatti o risciacqui troppo veloci
Il cibo Nessun segno specifico. Si dimostra solo con una prova, ed è l’ultima da fare, non la prima

Cinque cose da guardare stasera

Ti prendono due minuti e cambiano la visita più di qualsiasi altra cosa.

Da quando. Una data, non “da un po’”. Dove. Zampe, orecchie, pancia, groppa: la mappa del prurito è il primo indizio. Se cambia con le stagioni. Comincia a primavera e passa a novembre? Cambia tutto. Se si gratta qualcun altro in casa, animale o persona. Cosa è cambiato nella ciotola — biscottini e ossa da masticare compresi — e quando.

Se ti sembra tanto da tenere a mente, è esattamente il genere di cose che sistemiamo insieme in dieci minuti di video chiamata: ci fai vedere il cane, ci fai vedere il sacco, e usciamo con una lista di cosa dire al veterinario. È gratis e non serve prenotare.

Il test che risulta positivo anche sui cani sani

Prima o poi qualcuno ti proporrà un test per le intolleranze alimentari: un prelievo di sangue, un tampone di saliva, a volte un ciuffo di pelo. Costano, e sembrano la scorciatoia perfetta.

I test su saliva, sangue o pelo venduti per scoprire le «intolleranze» non sono affidabili per diagnosticare un’allergia alimentare: danno risultati positivi anche su cani sani, e nessun esame di laboratorio sostituisce la dieta di eliminazione.

Se lo fai al tuo cane, qualcosa salterà fuori: il problema è che salterebbe fuori comunque.

Se invece è davvero il cibo

Si dimostra in un modo solo, e non è un esame: si chiama dieta a eliminazione. Si dà per settimane un alimento con una proteina che il cane non ha mai mangiato, si guarda se il prurito passa, poi si rimette il cibo di prima e si guarda se torna.

Il punto dove quasi tutti sbagliano è il tempo. La prova dura almeno otto settimane, e molti cani migliorano solo nella seconda metà.

Ecco perché «ho provato tre settimane e non è cambiato niente» non vuol dire niente: chi si ferma lì conclude che non era il cibo, e spesso si sbaglia.

Il biscottino che manda all’aria due mesi

La prova funziona solo se l’ingrediente sospetto sparisce del tutto. E nella pratica salta quasi sempre per la stessa cosa: un premietto.

Il biscottino del bravo cane. L’osso da masticare. Il pezzetto di formaggio della sera. La pallina di prosciutto per far ingoiare la pastiglia. Basta uno di questi, una volta, e le otto settimane sono da rifare.

Le altre due trappole: passare a un’altra crocchetta del supermercato, che quasi sempre condivide le stesse proteine di quella di prima; e fidarsi della parola “ipoallergenico” sulla confezione, che non è una parola regolamentata e non vuol dire monoproteico. Va letta la lista ingredienti, non lo slogan.

Gli omega-3 servono?

Un po’, ma meno di quanto ti diranno: danno un piccolo beneficio, non si vede prima di un paio di mesi, e da soli non bastano.

Tradotto: hanno senso dentro un piano, accanto alle altre cose. Non al posto delle altre cose, e non come primo tentativo.

Quando non aspettare

Ci sono casi in cui la ciotola non c’entra e il tempo conta: pelle che sanguina, croste che si allargano, chiazze di pelo che sparisce, orecchie dolenti o che puzzano, un cane che non riesce a dormire, dimagrimento. E se in casa si gratta anche qualcun altro — un altro animale, o tu.

In questi casi si va dal medico veterinario, e del cibo si parla dopo.

La cosa che ti fa risparmiare di più

Fare le cose in ordine costa meno che farle a caso. Antiparassitario, controllo delle infezioni, e solo dopo — se serve — la prova alimentare fatta per otto settimane intere: una visita e un sacco di crocchette.

Il giro alternativo, quello che fanno quasi tutti, sono quattro cambi di crocchette da tre settimane l’uno, quattro sacchi comprati e buttati a metà, e quattro mesi in cui il cane continua a grattarsi. Costa di più e non arriva da nessuna parte.

La parte che è nostra

Delle piste qui sopra, quasi tutte le chiude il medico veterinario. Ma quando il cibo c’entra davvero, dimostrarlo è un lavoro di due mesi che quasi nessuno porta a termine da solo — e non per pigrizia.

Va scelta una proteina che il tuo cane non abbia mai mangiato, e per saperlo bisogna ricostruire cosa ha mangiato in tutti questi anni, marca per marca. Vanno trovati premietti compatibili, perché è lì che la prova salta nove volte su dieci. Va gestito il momento in cui rifiuta il cibo nuovo, che arriva quasi sempre. E vanno tenute otto settimane piene, senza un solo strappo, seguite da due settimane di riprova.

Questo è esattamente quello che facciamo con la consulenza, che è a pagamento: ti costruiamo la prova, ti diamo per iscritto la lista di cosa puoi e cosa non puoi dare, e ti seguiamo fino alla fine. Se la prova viene fatta bene, dopo due mesi hai una risposta certa. Se viene fatta male, hai buttato due mesi e ricominci da zero.

E se il tuo veterinario ha già dato indicazioni, tanto meglio: lo coinvolgiamo e costruiamo la prova intorno a quelle.

Domande frequenti

Si gratta ma non ha le pulci: possono essere lo stesso?

Sì, ed è una delle cose più frequenti in assoluto. In un cane allergico bastano due o tre morsi per scatenare settimane di prurito, e il cane le pulci se le toglie leccandosi: trovi il danno senza trovare il colpevole. È il motivo per cui l’antiparassitario è il primo gradino e non l’ultimo, e va tenuto tutto l’anno, non solo d’estate.

Le crocchette monoproteiche bastano per fare la prova?

Solo se quella proteina il cane non l’ha mai mangiata, ed è l’unica in tutta la formula. Un monoproteico al pollo per un cane che ha mangiato pollo per tre anni non dimostra niente. La scelta si fa guardando cosa ha mangiato il tuo cane finora, non cosa c’è sullo scaffale — ed è una delle cose che facciamo insieme in video chiamata.

Quanto deve durare la prova?

Otto settimane piene, e poi due settimane di riprova rimettendo il cibo di prima. In quelle due settimane, se il cibo era la causa, il prurito torna, di solito già nei primi giorni.

È troppo giovane per un’allergia alimentare?

Probabilmente no. Un’allergia alimentare può comparire a qualsiasi età, anche nei primi mesi di vita. Escluderla perché «è ancora un cucciolo» è un errore comune.

Può essere solo stress?

Può concorrere, e quando il cane si lecca ossessivamente sempre lo stesso punto è una pista vera. Ma è una conclusione a cui si arriva per ultima, dopo aver escluso parassiti, infezioni e allergie. La maggior parte dei cani che sembrano grattarsi “per nervosismo” ha una causa fisica che nessuno ha ancora cercato.

Il veterinario mi ha detto di cambiare crocchette e basta. Faccio bene a seguirlo?

Segui sempre il tuo veterinario, che ha visto il cane. Quello che puoi aggiungere è il tempo: se il consiglio è di cambiare alimento, chiedigli per quante settimane e con quale proteina, perché sono le due cose che decidono se la prova varrà qualcosa. E se le crocchette che ti servono non sai quali siano, quello è il pezzo su cui ti aiutiamo noi.

Fonti

Proverbio D., Perego R., Spada E., Ferro E. (Università degli Studi di Milano). Prevalenza delle reazioni avverse al cibo in 130 cani con segni dermatologici. Journal of Small Animal Practice, 2010, 51:370-374.

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