Gatto sterilizzato: il cibo «sterilized» serve davvero?

L’hai sterilizzato tre mesi fa, mangia esattamente come prima, e sulla bilancia sono comparsi quattrocento grammi. Al negozio ti hanno detto di passare a un cibo per gatti sterilizzati.
Prima di comprarlo vale la pena sapere una cosa, perché ribalta il motivo per cui te lo vendono: dopo la sterilizzazione il fabbisogno cala, ma soprattutto l’appetito aumenta. Il peso sale perché il gatto mangia di più.
Il dato italiano
In Italia uno studio delle Università di Perugia e di Pisa su 197 gatti adulti di città, visitati in otto cliniche, ha trovato in sovrappeso il 51,3%: più di uno su due. La sterilizzazione e l’età sopra i sette anni erano fra i fattori di rischio, e solo il 47,5% dei proprietari di gatti in sovrappeso se n’era accorto (Arena e collaboratori, 2021).
Detto in modo pratico: se la ciotola resta piena, il gatto sterilizzato la svuota di più. Se la razione viene pesata, in gran parte il problema non si presenta.
Il fabbisogno cala davvero: i coefficienti di riferimento passano da 1,4 volte il fabbisogno a riposo per il gatto intero a 1,2 per lo sterilizzato, circa il quindici per cento in meno. Per un gatto da 4 kg significa scendere da 277 a 238 kcal, una decina di grammi. Quindici per cento in meno di bisogno, sommato a un appetito che aumenta, spiega come si arrivi al sovrappeso.
Che cos’è, tecnicamente, un cibo «sterilized»
Prima di tutto: non è una categoria definita da una norma. Il regolamento europeo stabilisce cosa va dichiarato in etichetta, non cosa debba contenere un prodotto che si chiama in un certo modo. “Sterilized”, “light”, “indoor” sono nomi commerciali, e il contenuto lo decide il produttore.
Detto questo, i prodotti seri di questa fascia condividono quasi sempre tre caratteristiche, tutte sensate: meno calorie ogni 100 grammi, così a parità di quantità versata il gatto assume meno energia; più proteine in rapporto alle calorie, per mantenere la massa magra mentre l’apporto scende; più fibra, che aumenta volume e sazietà.
Quello che non fanno è agire sul metabolismo. Nessun alimento “riattiva” niente: spostano il rapporto fra volume e calorie, che è già molto.
Quando conviene davvero, e quando no
Qui la risposta onesta dipende da come sei fatto tu, non da come è fatto il gatto.
Conviene se la ciotola non la pesi. Se dai le crocchette a occhio o lasci il secco a disposizione, un alimento meno calorico limita i danni. È il caso più comune, ed è una ragione valida.
Conviene se il gatto chiede in continuazione. Più fibra e meno calorie permettono di dare una porzione visivamente più grande a parità di energia, e questo cambia la vita in casa più di quanto sembri.
Non serve se pesi la razione. Un gatto sterilizzato che riceve 63 grammi pesati di una buona crocchetta per adulti sta bene esattamente come con un prodotto “sterilized”. Il risultato lo fa la bilancia, non la scritta sul sacco.
Non basta mai da solo. Se dai il trenta per cento in più perché “tanto è light”, sei al punto di partenza.
Quanto deve mangiare un gatto sterilizzato: i sei mesi che decidono tutto
La finestra critica sono i mesi subito dopo l’intervento, perché è lì che si accumulano quei chili di troppo. Ed è anche il periodo in cui nessuno se ne accorge, perché il gatto è giovane e l’aumento è graduale.
Tre cose, tutte da fare subito e non quando il sovrappeso si vede.
Correggi la razione il giorno stesso, meno quindici per cento rispetto a prima, calcolato sul peso forma.
Pesalo una volta al mese, sempre lo stesso giorno. Duecento grammi presi in un mese su un gatto di 4 kg sono il cinque per cento del peso: la stessa proporzione di quattro chili su una persona di ottanta. Sulla bilancia si vedono subito, a occhio dopo sei mesi. Se non hai una bilancia adatta, pesalo nel trasportino e togli il peso del trasportino vuoto. La condizione corporea la valutiamo insieme in video chiamata, guidandoti con le mani sui fianchi: è l’unico modo affidabile. Due minuti e non si paga.
Sposta l’energia sul gioco. L’aumento di appetito è reale e non passa dicendogli di no. Due sessioni di caccia al giorno, anche di cinque minuti, spostano una parte della richiesta su altro.
E i problemi urinari?
Molti alimenti per gatti sterilizzati dichiarano anche attenzione al tratto urinario, agendo sui minerali. Ha una sua logica, perché il gatto sterilizzato in appartamento tende a essere più sedentario e a bere poco.
Ma la leva più forte su quel fronte non è la formula, è l’acqua. Un gatto che mangia anche umido assume molti più liquidi di uno a solo secco, e le sue urine sono più diluite. Un po’ di umido tutti i giorni fa più di qualsiasi dicitura sulla confezione. Se il tuo gatto ha già avuto un episodio urinario, l’alimento si decide con il medico veterinario.
La parte che è nostra
Il consiglio migliore di tutto questo articolo — pesa la razione — ha un difetto: quasi nessuno lo fa davvero, tutti i giorni, per anni. E chi non pesa non è distratto: ha una vita.
Per quelli, e sono la maggioranza, la scelta del prodotto diventa la leva vera, e va fatta bene: quanto meno calorico, quanta fibra, quanta proteina in rapporto all’energia. Sono numeri che stanno in etichetta ma vanno calcolati, e non tutti i prodotti che si chiamano allo stesso modo si somigliano.
Quello lo facciamo noi. Ci dici come sei messo — se pesi o no, quanto chiede, quanto vuoi spendere — e scegliamo insieme il prodotto che regge la tua situazione reale, non quella ideale. Poi lo pesi una volta al mese, ci mandi il numero e vediamo se ha funzionato: è la verifica che chiude il cerchio, e senza quella qualunque scelta resta un’ipotesi. Sono dieci minuti in video chiamata (se sei a Brescia anche in negozio, da Amici Animali), e non si paga.
Domande frequenti
Devo cambiare cibo subito dopo l’intervento?
Non è obbligatorio cambiare cibo, è obbligatorio cambiare quantità. Se decidi di passare a un prodotto per sterilizzati, fallo in circa tre settimane (la prima 70% del vecchio e 30% del nuovo, la seconda metà e metà, la terza 30% e 70%) e ricalcola i grammi sulle calorie del nuovo alimento: sono quasi sempre diverse.
A che età si passa al cibo per gatti sterilizzati?
La domanda giusta non è l’età ma la crescita. Un gatto sterilizzato prima dell’anno ha ancora bisogno di un alimento da crescita: si corregge la quantità, non il tipo. Il passaggio si fa intorno ai dodici mesi.
Ha sempre fame: gli do troppo poco?
Quasi mai. L’aumento dell’appetito dopo la sterilizzazione è normale e non corrisponde a un fabbisogno più alto. Il metro è il peso: se è stabile e la forma è giusta, la razione va bene. Su quella richiesta si lavora con il numero di pasti, le ciotole antivoracità e i giochi da riempire.
«Light» e «sterilized» sono la stessa cosa?
Non necessariamente, e nessuna delle due parole è definita da una norma. In generale i “light” puntano sulla riduzione delle calorie, gli “sterilized” cercano di combinare meno calorie e più proteine in rapporto all’energia. L’unico modo per saperlo è confrontare i numeri in etichetta, non le parole sulla confezione. Se vuoi, entra in Nutralis Pet con i due sacchi: la nutrizionista legge con te le etichette in dieci minuti.
Posso continuare con le crocchette normali pesando la razione?
Sì, ed è quello che facciamo con parecchi clienti. La condizione è che la razione sia pesata davvero, tutti i giorni, premietti compresi. Se la bilancia resta nel cassetto, l’alimento meno calorico è il piano B che funziona.
Fonti
Arena L., Menchetti L., Diverio S., Guardini G., Gazzano A., Mariti C. (Università di Perugia e di Pisa). Sovrappeso nei gatti adulti in Italia e percezione dei proprietari. Animals, 2021, 11:2246.
Nutritional Requirements of Small Animals. MSD/Merck Veterinary Manual.
Regolamento (CE) n. 767/2009 — etichettatura degli alimenti per animali da compagnia.