Occhi che macchiano nel maltese e nei cani bianchi: cosa funziona davvero

È bianco, e sotto gli occhi ha due strisce color ruggine che sembrano disegnate. Le hai lavate, hai comprato quella polvere che tutti consigliano nei gruppi, hai provato le salviettine. Tornano.
La cosa che vale la pena sapere prima di comprare il prossimo prodotto: in Italia un integratore o una polvere da mettere sul cibo non può contenere antibiotici. Se una polvere comprata online promette di far sparire le macchie, vale la pena leggere che cosa c’è dentro.
Che cosa sono davvero quelle strisce
Il pigmento che colora il pelo si chiama porfirina: una molecola che contiene ferro e che il corpo elimina anche con le lacrime. Il pelo bagnato di lacrime si impregna e resta colorato, e sul bianco si vede tutto.
Il punto che cambia tutto: non sono «troppe lacrime»
Nei cani piccoli a muso corto, come shih tzu e maltese, spesso il problema non è che piangano troppo. È la forma dell’angolo interno dell’occhio: le lacrime non riescono a scaricarsi nel naso, e spesso ci sono peli che sfregano sull’occhio e lo irritano di continuo.
Le lacrime tracimano, il pelo sotto resta perennemente umido, e lì si ferma il colore.
È il motivo per cui il prodotto che «asciuga» o «sbianca» non risolve: sta lavorando sul colore, mentre la causa è un pelo che sfrega e un tubicino di scarico che non scarica.
Le polveri con l’antibiotico
Negli Stati Uniti diversi «sbiancanti» per le macchie lacrimali, venduti come polvere da spolverare sul cibo, sono stati fermati dall’autorità sanitaria: contenevano tilosina, un antibiotico non approvato per cani e gatti.
In Italia e in Europa un prodotto così non si può vendere. Gli antibiotici sono vietati come additivi nei mangimi dal 2006 (Regolamento CE 1831/2003). Un prodotto che promette di trattare o prevenire un disturbo è per legge un medicinale veterinario, e gli antimicrobici richiedono la prescrizione del medico veterinario (Regolamento UE 2019/6), che per cani e gatti è la ricetta elettronica.
Quindi: se stai spolverando sul cibo del tuo cane una polvere comprata online che promette di far sparire le macchie in due settimane, leggi bene la composizione e, nel dubbio, mostrala al medico veterinario.
E l’acqua distillata?
È il consiglio numero uno in tutti i forum, ma non c’è nessuna prova che l’acqua distillata o filtrata cambi le macchie.
Stessa cosa per le ciotole di plastica, per i cereali, per il tipo di dieta: nessuna prova pubblicata collega l’alimentazione alle macchie lacrimali nel cane. Te lo diciamo noi che vendiamo cibo, ed è il motivo per cui puoi crederci.
Cosa funziona per davvero
Le cose con un meccanismo dietro sono poche e sono noiose, ed è esattamente il motivo per cui vendono meno delle polveri.
Tenere corto il pelo intorno all’occhio. È l’unica misura che agisce sulla causa vista sopra: meno peli che sfregano, meno lacrimazione riflessa. Si fa con forbicine a punta arrotondata, in due persone, con calma.
Pulire ogni giorno e soprattutto asciugare. Non serve un prodotto miracoloso: serve che la piega sotto l’occhio non resti umida per ventiquattro ore. È l’umidità permanente che tiene in vita il problema, non la mancanza di sbiancante.
Accettare che il pelo già colorato non si scolora. Cresce e viene tagliato via. In un cane a pelo corto servono tre-quattro mesi perché il mantello torni come prima; in un maltese, che ha il pelo a crescita continua, il ricambio è ancora più lento. Chi ti promette la macchia sparita in quindici giorni ti sta promettendo una cosa che il pelo non può fare.
Quando non è una questione estetica
Ci sono segni davanti ai quali si smette di parlare di bellezza e si va dal medico veterinario, possibilmente da un oculista: l’occhio tenuto socchiuso o chiuso (è il segno del dolore), una secrezione densa e giallastra invece che trasparente, un cambiamento improvviso nella quantità di lacrime, l’occhio che diventa opaco.
Molti cani «con le macchie», guardati bene, hanno un problema della superficie dell’occhio che nessuno aveva ancora visto.
La parte che è nostra
Su questo tema il pezzo alimentare è piccolo, e siamo i primi a dirlo. Ma il pezzo grosso — la manutenzione quotidiana — è esattamente quello che facciamo tutti i giorni, e la maggior parte delle persone lo fa nel modo che non funziona.
Quando ci porti il cane, o ce lo fai vedere in video chiamata, la prima cosa che guardiamo non è la macchia: è l’angolo interno dell’occhio e la piega sotto. Se c’è un ciuffo che entra nell’occhio, si vede in tre secondi, e quello si risolve con le forbici, non con un flacone.
Poi facciamo tre cose concrete. Leggiamo l’etichetta di quello che hai già comprato e ti diciamo che cosa contiene: se dentro c’è un antibiotico, lo scopri da noi e non dopo sei mesi. Ti mettiamo in mano la routine, che dura due minuti al giorno e non costa niente: quando, con cosa, e soprattutto come si asciuga. E ti diciamo di smettere di comprare sbiancanti, che sul lungo periodo è la voce di risparmio più grande di tutte.
C’è poi il pezzo che è nostro sul serio, e riguarda i cani con la barba: barboncini, schnauzer, bichon, west highland. In quelli il muso resta bagnato dopo ogni pasto, e la piega umida sotto l’occhio e quella intorno alla bocca sono lo stesso identico problema. Lì contano davvero la forma della ciotola, la consistenza del cibo e il momento in cui si asciuga. È l’unico punto in cui l’alimentazione tocca il problema, ed è il punto che sistemiamo noi.
E se il tuo veterinario ha già guardato l’occhio e ha dato indicazioni, tanto meglio: lo coinvolgiamo e costruiamo la routine intorno a quelle.
Domande frequenti
Le macchie che ha adesso si possono togliere?
Il pelo già colorato non torna bianco. Quello che si può fare è fermare il colore nuovo — con il taglio e con l’asciugatura — e aspettare che il pelo macchiato cresca e venga tagliato. Nei cani a pelo lungo sono mesi, non settimane. Chi ti promette il contrario sta vendendo.
Devo cambiare le crocchette?
Non per le macchie: non c’è nessuna prova che il tipo di dieta c’entri. Il cibo entra in gioco solo di rimbalzo, nei cani con la barba, perché decide quanto resta bagnato il muso dopo il pasto. Se il tuo cane sta bene con quello che mangia, cambiarlo per gli occhi è una spesa senza motivo.
L’acqua di casa c’entra qualcosa?
Nessuna prova. È il consiglio più diffuso e più privo di supporto che esista su questo argomento. Se ti fa stare tranquillo dare acqua filtrata, non fa male — ma non aspettarti che cambi le macchie.
È vero che passano quando cadono i denti da latte?
È una cosa che si legge ovunque, e nessuno l’ha mai verificata. I denti da latte che restano esistono davvero, soprattutto nelle razze piccole, ma non c’è prova che c’entrino con le macchie. Se il tuo cane ha più di sette mesi e ha ancora i canini da latte accanto a quelli definitivi, quello va guardato comunque, macchie o no.
Posso usare acqua ossigenata o bicarbonato?
Non intorno all’occhio. Sono a un centimetro dalla cornea e non c’è nessun margine di errore. Per il resto: nemmeno i prodotti per uso umano, per lo stesso motivo.
Perché proprio i cani bianchi?
Perché la macchia c’è anche negli altri, ma non si vede. Il problema è lo stesso in un carlino fulvo o in un bassotto: cambia solo il contrasto. Se hai un cane scuro con l’angolo interno dell’occhio perennemente umido, il problema esiste lo stesso.
Fonti
Regolamento (CE) n. 1831/2003, articolo 11 — divieto degli antibiotici come additivi per mangimi dal 1° gennaio 2006.
Regolamento (UE) 2019/6 sui medicinali veterinari, articoli 4 e 34 — definizione di medicinale veterinario e obbligo di prescrizione per gli antimicrobici.
Ministero della Salute. Nota del 16 ottobre 2025 sulla distribuzione dei mangimi medicati per animali da compagnia con ricetta elettronica veterinaria (riportata da Quotidiano Sanità, 5 novembre 2025).
Food and Drug Administration (USA). Warning letter FLA-14-25 a Petaware, 28 agosto 2014; warning letter a Merit Pet Products, 12 maggio 2017; warning letter a Ocubright Tear Stain Remover, 16 maggio 2017.